Lo Sport Integrato

Lo sport integrato: educazione alla vita

Lo sport educativo integrato, nato più di dieci anni fa con lo scopo di migliorare la vita sociale dei giovani diversamente abili, nel corso della sua evoluzione ha subito delle variazioni che ne hanno sostanzialmente ribaltato alcuni punti di vista.

Facendo leva sui valori indiscussi di coinvolgimento e socializzazione che può fornire l’attività sportiva, si è voluto codificare, anche a livello di regolamenti, un modo di “fare sport” e praticare giochi sportivi nel quale i giovani così detti “normodotati” potessero interagire, giocare e divertirsi insieme ai loro coetanei meno fortunati, realizzando così un’integrazione che potesse poi proseguire anche fuori dalla palestra e dagli impianti sportivi. Analizzando nel tempo i risultati ottenuti e gli ostacoli incontrati, è emerso che, in realtà, le difficoltà di integrazione non sono tanto da riferire ai giovani diversamente abili, quanto all’incapacità, spesso solo iniziale, dei giovani abili a relazionarsi con una realtà “diversa” dalla loro.

Ne deriva che, l’esperienza dello sport integrato, esalta la sua funzione sociale nel far crescere all’interno della società giovanile l’accettazione del “diverso da me” in tutte le sue molteplici manifestazioni attraverso un’esperienza di volontariato “sportivo – sociale” che diventa un valore assoluto nella vita di chi la pratica.

Concludendo possiamo dire che, questa splendida attività, oltre a dare una possibilità a tutti di praticare dello sport, con i benefici fisiologici ed emotivi che ne derivano, consente, ai giovani che vi aderiscono,  di evolvere positivamente sul piano sociale e morale con l’obiettivo di contribuire a formare adulti consapevoli e responsabili nei confronti delle fasce più deboli della società in cui vivono. Insomma, lo sport integrato come “filosofia di vita”.

prof.ssa Elena GIANELLO